“Seni e uova” di Mieko Kawakami

di Alessandra Banfi

‹‹Persone di tutte le razze e di tutte le età prendevano decisioni importanti e davano una svolta alle loro esistenze, cambiandole dall’oggi al domani. Solo io restavo sempre la stessa. Immobile, senza mai muovere un passo, socchiudevo gli occhi dinanzi a un possibile grande cambiamento, languendo nell’inazione››

Mi sono guardata attorno in libreria, cercando qualcosa da leggere. Ho sfogliato un po’ di pagine qua e là, indecisa. Poi ho notato questo libro. La copertina ha richiamato la mia attenzione, così chiara, così delicata. Un volume corposo. L’ho afferrato subito. Ho dato una lettura rapida all’incipit e ho cercato informazioni sulla trama e sull’autrice. Ho sorriso. Per quel poco che avevo appena scoperto, dentro quel romanzo c’era una grossa fetta delle cose alle quali pensavo da settimane. Forse da mesi.
Cavoli, è proprio vero che a volte sono i libri a scegliere te.


Ho comprato all’istante Seni e uova di Mieko Kawakami, edito da e/o edizioni.
È da un po’ che mi frulla in testa questo fatto del tempo che passa, del corpo che si trasforma, delle cose che cambiano e modificano il tuo punto di vista e il tuo modo di stare al mondo.
Seni e uova racconta tutto questo attraverso la quotidianità di Natsume Natsuko, aspirante scrittrice con un passato segnato da lutti e povertà e un presente altrettanto faticoso da gestire.
Ci sono tante storie di donne, dentro queste pagine. Donne vere – di quelle che incontri tutti i giorni – piene di bellezza, difetti e sfumature. Donne che l’attimo prima sono in equilibrio precario e l’istante dopo hanno i piedi ben piantati a terra. E ci sono discorsi molto femminili. Le mestruazioni, l’uso degli assorbenti, la mancanza di un marito o di un compagno, la fatica (e l’orgoglio) di crescere i figli da sole. Ci sono anche i seni richiamati dal titolo (imperfetti, scarni e dotati di capezzoli poco attraenti) e le uova (fecondate, capaci di generare una nuova vita).
Ci sono scelte sofferte e altre prese d’impulso. Ragioni (o pulsioni) per le quali le esistenze delle vite raccontate dalla Kawakami prendono una certa via, una certa inclinazione.
E tu, mentre leggi, ti chiedi cosa avresti fatto al posto delle protagoniste.
Ho trovato pagine nelle quali specchiarmi, altre dalle quali prendere le distanze. Ma niente è dato per scontato e le ragioni dei personaggi crescono e sfioriscono seguendo il corso delle stagioni e delle necessità che la vita presenta. Alcune scelte restano, altre si fanno strada verso nuove realtà, incrociando orizzonti inesplorati.
C’è la delicatezza dei ricordi, dei rimpianti, delle cose belle che svaniscono e lasciano un vuoto immenso. Le nocche che battono su una porta che non si aprirà mai, un grembiule rosso, giocattoli abbandonati.
Ci sono i toni accesi della rabbia e della paura. Lo stomaco vuoto, le frasi urlate, la solitudine.
E sopra ogni cosa, poi, si avverte il peso del tempo. Sul viso, nella luce degli occhi. Lungo le strade, nel centro città – insegne che cambiano, negozi che chiudono – e nelle periferie.
Da qualche parte, però, galleggiano ancora nell’aria gli odori di una volta. Basta riaccendere un ricordo per sentirli di nuovo. La lavanderia sotto casa, i bagni pubblici, il piccolo locale nel quale si era soliti festeggiare i momenti importanti. Ho pensato ai posti che conoscevo e non esistono più. Alle case che frequentavo e nelle quali non ho mai più rimesso piede. Agli androni dei palazzi, alle rampe di scale che avrei potuto salire a occhi chiusi e alle strade – sempre quelle, sempre rassicuranti – che attraversavo dando per scontato che le avrei attraversate per sempre.
Nel romanzo ci sono anche gli uomini, per dirla tutta. Ma si tratta di uomini inaffidabili, inconcludenti, irascibili, incapaci di comprendere le donne. Non tutti, no. C’è qualcuno che porta una luce sana, sincera.


Presterò questo libro a qualche amico. Voglio sapere cosa ne pensa un uomo, quali pensieri lo attraversano capitolo dopo capitolo. Non per trovare risposte, non le voglio, ma solo per provare a entrare nella pelle di un altro. Del resto Seni e uova non offre risposte, non consegna pensieri preconfezionati, ma apre la mente a una miriade di possibilità. Ognuno, poi, è libero di scegliere da quale parte stare.

Marcovaldo, manovale non qualificato, è un collettivo di persone appassionate di libri, divoratori di storie.   – «Il vento, venendo in città da lontano, le porta doni inconsueti, di cui s’accorgono solo poche anime sensibili, come i raffreddati del fieno, che starnutano per pollini di fiori d’altre terre» (Italo Calvino, Marcovaldo). ↗️ marcovaldo.noblogs.org

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