valeria miceli

Bio

Nata a Ventimiglia (IM) nel 1980, si è ritrovata con troppa fantasia e non sapendo come contenerla ha deciso che di un’arte bisogna pur morire, ma le sue capacità nel disegno sono nella media e le sue fotografie sempre sottilmente sfocate, stonata come una campana rotta, timida e con due piedi sinistri (figurativi).
Così, alla fine, si è decisa a tornare al suo amore primordiale e tormentato: raccontare storie!
Nella vita di tutti i giorni è una stimata socio-antropologa in cerca di un lavoro remunerativo.

Che cos’è per te «Leggere fratture esposte»?

Nell’estate del 2023 mi sono gettata in una decisione psicologicamente kamikaze: frequentare un laboratorio di narrativa e scrivere un racconto breve. “Leggere Fratture Esposte” è la concretizzazione di quel salto a occhi chiusi.

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il libro
«Ci sono fratture che nascono in silenzio. A volte restano nascoste, sepolte sotto la coperta calda delle certezze. Ma cosa succede se questa coperta si lacera? Succede che niente è più come prima».

Terza opera nata nei Laboratori del BianconiglioLab, contiene 10 racconti inediti (265 pp). Introduzione a cura di Gianluca Morozzi